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A NAZARETH L'ORDINAZIONE DI QUATTRO PRESBITERI DELLA DOMUS GALILAEAE

Nazareth accoglie un evento di eccezione: Paolo, Leandro, Juan David e Davide sono ordinati presbiteri. Provengono dal cammino Neocatecumenale, e hanno ricevuto la loro formazione nel Seminario Redemptoris Mater presso la Domus Galilaeae, ora entrano a servizio del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

La celebrazione è  presieduta dal Patriarca Fouad Twal, sono presenti vari sacerdoti diocesani e del Cammino, molti sono i familiari venuti da lontano.

Dopo l’ingresso e la lettura dei brani biblici il cuore della Ordinazione si compie terminata l’omelia, con la promessa di obbedienza, la prostrazione e l’invocazione dei santi, l’imposizione delle mani, la preghiera consacratoria, e la vestizione degli abiti liturgici.

Sono momenti di una densità unica, in cui si conclude una vita e se ne apre un’altra. La presenza e la forza dello Spirito sono palpabili, non solo tra gli ordinati ma anche tra i  fratelli, le sorelle,  i professori che assistono, e condividono tutto quello che si va compiendo. Giorgio Meli, padre di Davide, uno dei ragazzi ordinati, ci dice qual è il sentimento che prevale in lui: "Prima di tutto una grande gratitudine al Signore per aver chiamato la nostra famiglia ad avere l’apertura alla fede, l’apertura ai figli. Poi avere presente quello che dice la Scrittura che «primo figlio è del Signore» ed il primo figlio effettivamente il Signore l’ha chiamato e lo ha portato fedelmente a questo momento".

Umberto Alfieri, padre di Paolo, esprime così la sua gioia: "Per noi è una festa grandissima. Noi speriamo e preghiamo che Dio lo benedica, gli dia di essere un sacerdote fedele, un sacerdote che annunci la parola di Gesù Cristo con la nuova evangelizzazione, nella nuova evangelizzazione; che l’annunci senza mai avere paura, senza mai vergognarsi, senza avere altro desiderio che quello di annunciare Gesù Cristo. Questa per noi è la forza di questo momento, e siamo qui per questo motivo".

Questi ragazzi vengono da paesi diversi: due sono italiani, uno colombiano e uno brasiliano. Ora sono fatti sacerdoti per la Chiesa locale, sparsa in Israele, Palestina, Giordania e Cipro. I cristiani di questa provata Terra si sentono rafforzati nel constatare che il Signore li sta visitando nella persona di questi nuovi pastori.

"Abbiamo bisogno di preti e questi preti sono preti missionari, che hanno lo zelo per la chiesa qui. Noi come giovani sposati che hanno le famiglie nuove nella chiesa abbiamo bisogno di preti nuovi, di preti che hanno veramente lo spirito per poter muovere questa nuova evangelizzazione qui. Questi seminaristi che saranno ordinati oggi hanno un’altra marcia in più: hanno la lingua locale e questa è una cosa di cui hanno bisogno le parrocchie, la gente di qui. Comunicare nella stessa lingua è qualcosa di più. E’ una cosa enorme per noi", dice Agostino di Jaffa di Tel Aviv.

Ordinati a servizio del Patriarcato di Gerusalemme, i nuovi presbiteri iniziano il loro ministero guardando oltre, verso gli orizzonti insegnati da Gesù che vanno al di là del piccolo gregge, interessati agli ultimi, alle pecore spedute, fino agli estremi confini. Dopo averli aiutati ad incontrare Cristo, il Cammino li ha preparati con questo spirito missionario che dà ragione della loro presenza qui oggi.

Francesco Voltaggio, Rettore Redemptoris Mater, afferma che questi ragazzi è da tanti anni che fanno un cammino di fede in cui mettono le fondamenta del loro cristianesimo, un cammino di iniziazione cristiana che li aiuta nella loro fede, perché come dice sant’Agostino «prima di essere vescovo sono cristiano». "Prima di essere pastori dobbiamo essere buone pecore" dice e continua "La seconda caratteristica è la missionarietà. I nostri seminari sono tutti internazionali per avere questa apertura, perché come dice papa Francesco ci sia veramente «una chiesa in uscita». E allora già nel periodo della loro formazione fanno un tempo di missione, di itineranza in qualunque parte del mondo, perché saranno presbiteri diocesani al servizio del patriarcato latino di Gerusalemme, ma pronti ad andare in qualunque parte del mondo. Quindi anche se poi rimarranno in diocesi, avranno questo spirito missionario ovunque andranno".

A Rino Rossi, responsabile della Domus Galilaeae, rallegra molto che questo seminario sia stato eretto e si trovi come sede sul Monte delle beatitudini. Dice: "Gesù mandò i suoi discepoli in Galilea, su un monte alto. Dicono gli esegeti che è il monte delle beatitudini, e su questo monte Gesù ha fatto l’invio universale. Allora il fatto che i preti si formino lì, spero che in qualche maniera li aiuti a ricevere il compimento di questa parola di Gesù Cristo, che abbiano in sé questa spinta missionaria. Che Dio gliela conservi! Per questo penso che sia una cosa molto importante per la chiesa qui, che è molto aperta a tutte queste necessità, perché ne ha bisogno".

Infine, Tarek Rizqallah, sacerdote della Giordania, augura a questi giovani preti novelli, nel giorno della loro prima cerimonia eucaristica, che il Signore conceda loro la grazia di essere santi. "Questa è la cosa più importante", dice.

Finita la cerimonia, mentre sta per scendere la notte, sul sagrato della Basilica dell’Annunciazione la gioia e l’entusiasmo si manifestano nel canto e nella danza.

a cura di Francesco d. Zampini

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