There are no translations available.

IMPEGNI NELLA KOINONIA GIOVANNI BATTISTA DI TIBERIADE

Sulle rive del lago di Tiberiade c'è un'antica chiesa dedicata a Pietro, il pescatore di pesci che Gesù chiamò a diventare pescatore di uomini. Da qualche anno la chiesa costruita attorno al 1100 dai crociati è stata affidata alla Koinonia Giovanni Battista, una comunità che vuole vivere in modo radicale la comunione in Cristo risorto. La comunità è nata in Italia, ma si è già diffusa in numerosi paesi, e già dal 2006 è stata accolta e si è radicata nel Patriarcato Latino di Gerusalemme. Oggi, 10 dicembre 2016, è festa qui a Tiberiade perchè quattro nuovi giovani con la professione degli impegni confermano il loro sì al Signore, tre in modo perpetuo e una per tre anni.

La celebrazione è presieduta dall'Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino monsignor Pizzaballa, e gode anche della presenza della Chiesa locale oltre ad una rappresentanza dell'intera Koinonia Giovanni Battista nella fiigura del suo padre fondatore padre Ricardo Arganaraz, e nel suo moderatore generale padre Alvaro Grammatica. "La chiesa di Terra Santa è ricca di tanti nuovi carismi, di nuovi movimenti, di nuovi gruppi, di istituzioni che vengono qui per attingere alle fonti della fede e anche per portare la freschezza del loro carisma; abbiamo officiato oggi quattro confessioni del movimento Koinonia, un movimento carismatico nuovo; siamo molto felici che questo movimento porti anche qui la gioia di appartenere a Cristo in maniera così festosa, e che siano inseriti in questa terra come loro sanno fare" (Monsignor Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme).

Nel mezzo della celebrazione eucaristica, uno ad uno sono stati chiamati per nome gli aspiranti alla vita consacrata, che alzandosi dai loro posti in mezzo ai fedeli si sono presentati davanti all'altare manifestando pubblicamente la loro volontà di consacrarsi al Signore. Presentati dal responsabile padre Giuseppe de Nardi, la comunità Koinonia li ha accolti nella persona del moderatore generale padre Alvaro Grammatica. Ai votandi perpetui è stato consegnato il Cantico dei Cantici, segno dell'amore che è più forte della morte; per i primi voti è stata donata la croce, segno della vita data per seguire Gesù. Che si tratti di una Koinonia che si sta già attuando, lo dice anche la provenienza di questi giovani, italiani polacchi libanesi, tutti pronti e riconoscenti nel donare la vita per Gesù. "Ringrazio il Signore che mi ha chiamato e ho scelto di seguirlo in questa via; è davvero come ha detto Pierbattista, il nostro vescovo, è importante portare avanti il vero volto di Gesù, non quel Gesù che io mi immagino e che non è vero, ma quel che è importante è veramente poter testimoniare con la vita il Gesù che ci chiede sempre un passo" (Daniel, neo professo, Koinonia Giovanni Battista, Tiberiade).

Donarsi a Gesù con i voti non è una scelta improvvisata ma un cammino di conversione e rivelazione in cui Gesù manifesta di giorno in giorno la sua presenza e la sua forza. "Pensavo proprio a dieci anni fa, quando non conoscevo Gesù, non conoscevo il Signore, non sapevo niente di tutto questo, e lui è entrato nella mia vita con forza e ha cambiato tutto. Posso dire che la mia vita prima era in bianco e nero e ora è più che a colori: è piena di gioia, pace, serenità, e tutto quello che pensavo di poter sistemare da sola e non riuscivo, lui ha fatto molto molto meglio; quindi il mio augurio è che ognuno possa vivereun giorno speciale pieno di gioia e di benedizione perchè dicendo sì al Signore Gesù significa lasciare entrare la pace la prosperità la gioia perchè i suoi progetti sono progetti di pace non di sventura per concedere un futuro pieno di speranza"(Claudia, neo professa, Koinonia Giovanni Battista, Tiberiade).

La grazia di quetso giorno avvolge tutti, e in modo particolare parenti ed amici che mai si sono sentiti in comunione come oggi: "Sono orgogliosa per loro perchè hanno le idee chiare, hanno saputo capire che il loro futuro è questo cammino, e io approvo pienamente la loro scelta, sono molto contenta per loro"(Elena, madre della neo professa Claudia).

"Salve, veniamo dalla Polonia, da Varsavia, siamo qui per far visita a Daniel e gli auguriamo felicità e tutto il meglio" (Isabella, amico del neo professo Daniel).

" Ci siamo consociuti nella comunità, oggi siamo felici di stare con lui perchè è veramente un momento particolare per noi; in un mondo nel quale la fede è stata lasciata un po' da parte vediamo che per noi ha ancora un valore conoscere Gesù, seguirlo, e offrire a lui tutta la nostra vita. Daniel lo ha fatto e noi siamo felici, anche perchè in questo modo può testimoniare al mondo che questa è una via per la felicità. E noi siamo veramente felici con Daniel" (Andrea, amico del neo professo Daniel).

"Tra coloro che hanno professato gli impegni oggi, c'è una ragazza che è libanese ed è mia amica, sono undici anni che lavoriamo insieme e per questo per me oggi è una grande gioia perchè abbiamo vissuto insieme, abbiamo fatto tante esperienze insieme, in pellegrinaggio, nella vita in Israele e in Terra Santa; non è facile essere libanesi in Terra Santa ma è una grande grazia per noi e per la comunità libanese in Israele e in Terra Santa avere vocazioni così, con la gioia di vivere una missione nel cuore della Chiesa: per questo sono qui" (Suor Kamilia, amica della neo professa Rola).

La celebrazione procede all'insegna di una gioia contagiosa, una gioia che il mondo nemmeno immagina e che invece sperimentano coloro che ascoltano la parola del Signore e che la mettono in pratica.

"Fin da quando ero ragazzina sentivo una voce che mi parlava della verginità per il regno dei cieli; sentivo qualcosa che mi chiamava però non sapevo cosa potesse essere; e sempre di più, quando ho cominciato a camminare con il Signore, ho sentito questa voce. Non è stato semplice, perchè chi non vuole farsi una famiglia? Chi non vuole avere figli? Sono benedizioni, sono un dono del Signore. Però io ero certa che quello che lui aveva scelto per me era la mia gioia; poi lui ha parlato fortemente al mio cuore e io ho capito che questa chiamata alla verginità per il regno dei cieli è quello che tu hai preparato per me; ora sta a me dirti sì o no e io dico di sì perchè tu hai sempre il meglio per me" (Claudia, neo professa, Koinonia Giovanni Battista, Tiberiade).

La danza che conclude la celebrazione trasmette il senso dell'esultanza, del ringraziamento al Signore per quanto ha compiuto, e per la prontezza di una donazione che è solo all'inizio."Ci si butta nelle mani del Signore, si crede ai fratelli che ti hanno accompagnato, e ci si affida alla grazia di Dio che ti conferma nel cammino, che ti invita a pregare ogni giorno e ad avere fiducia nel Signore; perchè senza la fiducia nel Signore e nei fratelli in questa vita non si va da nessuna parte" (Alessandro, neo professo, Koinonia Giovanni Battista, Tiberiade).

Dall'anno scorso la Koinonia Giovanni Battista cutodisce vicino ad Ein Kerem il santuario di Santa Elisabetta. E' stato un regalo desiderato perchè proprio da lei nasce Giovanni Battista, del quale l'associazione porta il nome. E ad Ein Kerem siamo sui luoghi del precursore, di colui che ha preparato la venuta del Signore, come appunto si propongono i membri della Koinonia Govanni Battista. "Il mio desiderio è davvero che, dopo questa festa, i giovani e quelli che sono stati qui avranno il coraggio di dire sì al Signore; per me sarà veramente un regalo se qualcuno avrà il coraggio di dire sì. Auguro a tutti la gioia di avere il Signore nel cuore" (Rola, neo professa, koinonia Giovanni Battista, Tiberiade).

(immagini di Joubert Loots)