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FlashNews

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ATTENTATO AL GASDOTTO CHE RIFORNISCE ISRAELE E GIORDANIA

TEL AVIV, 12 NOVEMBRE 2011 - Due esplosioni nella notte hanno danneggiato la rete del gasdotto egiziano che rifornisce Israele e la Giordania. La forte deflagrazione è avvenuta a circa quaranta km a occidente dalla città di al-Arish, nella zona occidentale della penisola del Sinai. L’attentato non è stato rivendicato da nessun gruppo terroristico.

Secondo una prima ricostruzione della polizia egiziana le esplosioni sono state causate da bombe, che erano state collocate nel cassone di un camion e azionate con un dispositivo a distanza. È il settimo attacco da quando la rivoluzione egiziana di piazza Tahrir ha deposto il presidente Mubarak.

Secondo le autorità egiziane, anche questo nuovo attentato sarebbe da attribuire a gruppi estremisti contrari alla fornitura di gas a Israele, che importa dall’Egitto il 40 per cento del suo fabbisogno. Il gasdotto, peraltro, rifornisce anche la Giordania, dove l’80 per cento dell’energia elettrica è prodotto dal gas egiziano, e la Siria.

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«NON SMETTIAMO DI PREGARE PER LA TERRA SANTA»

GERUSALEMME, 10 NOVEMBRE 2011 - «Nella nostra epoca così tormentata, il dialogo fra le diverse religioni è sempre più importante per far sorgere un'atmosfera di comprensione e rispetto reciproco che porti all'amicizia ed a una forte fiducia reciproca. Si tratta di una urgente necessità per i Responsabili delle religioni in Terra Santa che vivono in un luogo ricco di memorie sacre per le nostre tradizioni, e che sono messi quotidianamente a dura prova dalle difficoltà di vivere insieme in armonia». Sono queste le parole che Benedetto XVI ha pronunciato questa mattina ricevendo i rappresentanti del Consiglio delle Comunità Religiose di Israele.

Benedetto XVI con il presidente d'Israele Simon Peres

Il Papa – informa la sala stampa del Vaticano - ha rivelato che all'epoca della sua visita a Gerusalemme nel maggio 2009, nella preghiera che collocò nelle fessure del Muro occidentale, invocò Dio per la pace in Terra Santa con queste parole: «Dio di tutti i tempi, nella mia visita a Gerusalemme, la “Città della Pace”, casa spirituale di ebrei, cristiani e musulmani, porto davanti a Te le gioie, le speranze, le ispirazioni, le difficoltà, le sofferenze e il dolore di tutti i tuoi popoli nel mondo. Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, ascolta il grido degli afflitti, dei timorosi, di coloro che sono stati privati di tutto; manda la Tua pace su questa Terra Santa, in Medio Oriente, su tutta la famiglia umana; muovi i cuori di tutti coloro che invocano il Tuo nome per avanzare umilmente sulla via della giustizia e della compassione. “Buono è il Signore con chi spera in lui, con l'anima che lo cerca!”».

E ha concluso: «Non smettiamo mai di pregare per la pace in Terra Santa - ha detto il Pontefice - con fiducia in Dio che è la nostra pace e consolazione».

Durante il suo pellegrinaggio nella Terra di Gesù il pontefice incontrando il presidente Simon Peres disse: «Ai leader religiosi oggi presenti ( lunedì 11 maggio 2009, ndr) vorrei dire che il contributo particolare delle religioni nella ricerca di pace si fonda principalmente sulla ricerca appassionata e concorde di Dio. Nostro è il compito di proclamare e testimoniare che l'Onnipontente è presente e conoscibile anche quando sembra nascosto alla nostra vista, che Egli agisce nel nostro mondo per il nostro bene, e che il futuro della società è contrassegnato dalla speranza quando vibra in armonia con l'ordine divino. Di fatto, il fondamento ultimo dell'unità tra le persone sta nella perfetta unicità e universalità di Dio, che ha creato l'uomo e la donna a propria immagine e somiglianza per condurci entro la sua vita divina, così che tutti possano essere una sola cosa».

Il rabbino capo di Israele, Yonah Metzger, ha detto che il Consiglio dei capi religiosi dimostra come in Terra Santa sia possibile vivere tutti insieme in pace. Un messaggio, ha aggiunto, che oggi è stato portato al papa e al mondo intero.

Gli ha fatto eco il capo degli imam musulmani di Israele, Mohamad Kiwan, che ha definito quello di oggi un "giorno storico" che rafforza l’impegno a portare la pace e l’amicizia in Terra Santa.

L’incontro è il primo di questo tipo nella storia dei rapporti fra Israele e Santa Sede.

Nicola Scopelliti

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ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO PRESBITERALE DEL PATRIARCATO

GERUSALEMME, 8 novembre 2011 – (n.s.) Eletti i nuovi componenti del Consiglio presbiteriale del Patriarcato Latino che affiancheranno mons. Touad Fwad alla guida del governo della diocesi.

S.B. mons. Fouad Twal

abuna Faysal Hijazin

L’ha reso noto lo stesso Patriarca con una lettera inviata a tutti i sacerdoti.

Sono membri di diritto: S.B. mons. Fouad TWAL, S. E. mons. Giacinto-Boulos MARCUZZO, vescovo ausiliare e vicario patriarcale per Israele; S. E. mons. William SHOMALI, vicario ausiliare e vicario generale; padre Marcelo GALLARDO, vice cancelliere; padre Adib ZOOMOT, rettore del seminario di Bet Jala  e padre Humam KHZOUZ, economo.

Sono stati eletti : padre Faysal HIJAZIN,  parroco di Ramallah; padre Firas HIJAZEEN, o.f.m, parroco di Santa Caterina di Gerusalemme; padre Firas ARIDAH, parroco di Jifna;  padre Aziz HALAWAH, parroco di Beit Sahour e padre Abdo ABDO, o.c.d.

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SETTECENTO PELLEGRINI DA VENEZIA IN TERRA SANTA


NAZARETH 6 NOVEMBRE 2011 - (n.s.) «Maestro, dove dimori?» «Venite e vedrete», con questa frase scelta dal vangelo secondo Giovanni, settecento pellegrini del Patriarcato di Venezia sono giunti ieri in Terra Santa per visitare i luoghi dove Gesù è nato, vissuto, morto e risorto. «Per noi ha un significato profondamente cristologico, avrà i caratteri di una professione di fede nella persona di Gesù vivente in mezzo a noi e decisiva per noi», spiega mons. Valter Perini, che ha curato la preparazione del viaggio sin dal momento della sua indizione avvenuta subito dopo la conclusione della visita pastorale dell’allora patriarca card. Angelo Scola.

La “carovana” veneziana si fermerà fino al 12 novembre e avrà modo di visitare anche le opere caritative presenti in Terra Santa. «Porteremo, oltre alla nostra amicizia – aggiunge mons. Perini -, anche un'offerta come segno di solidarietà della Chiesa veneziana».

I pellegrini saranno raggiunti domani dal vescovo mons. Beniamino Pizziol (che sarà in Israele dal 7 al 10 novembre) e poi dal card. Angelo Scola (presente dal 10 al 12 novembre) da poco alla guida della Chiesa Ambrosiana.

Una curiosità: il più giovane pellegrino ha 11 anni, il più anziano 82.

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I CAPI RELIGIOSI D’ISRAELE INCONTRANO BENEDETTO XVI

GERUSALEMME, 5 novembre 2011 - (n.s.) Una delegazione dei Capi religiosi di Israele sarà ricevuta in Vaticano, il prossimo 10 novembre, da Benedetto XVI. Saranno presenti, tra l’altro, il Patriarca Latino di Gerusalemme, Fouad Twal e mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, vicario generale per Israele del Patriarcato latino e vescovo di Nazareth, il Capo degli Imam Musulmani di Israele, Mohamad Kiwan e il Capo della comunità Druza, lo Sceicco Moufak Tarif, il Rabbino Capo di Israele, Yonah Metzger e Elias Chakour, arcivescovo Greco cattolico.

 

La Delegazione incontrerà anche il cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e il cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e un Alto Rappresentante del Pontificio Consiglio del Dialogo Interreligioso.

L’iniziativa dei Capi religiosi rientra nel coordinamento per una convivenza pacifica tra le molte comunità religiose in Israele.

Nella foto: fedeli in preghiera sulla Pietra dellUnzione (Foto di Andrea Bergamin)

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